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La Via degli Abati

La Via degli Abati identifica un antico percorso dell’alto Appennino, che prende avvio a Bobbio, in Val Trebbia, sale a Coli in Val Curiasca, attraversa la Val Nure, la Val Ceno e la Val Taro, supera il passo del Borgallo e giunge a Pontremoli. Questo  itinerario, lungo circa un centinaio di chilometri, ben più antico della Via Francigena e oggi riscoperto, è la sintesi di un fascio di strade percorse dal 600 al 1000 dagli abati e dai monaci di Bobbio per recarsi a Pontremoli e poi proseguire, su strade non dominate dai Bizantini e anche via mare, fino a Roma. Le varianti di percorso furono determinate dal mutare di certi fattori, quali guadi e ponti transitabili, luoghi di sosta e sorgenti, presenza di briganti.

La Via degli Abati costituì per i Longobardi di Pavia la principale via di comunicazione verso Roma fino al 740 ca., quando i Bizantini persero il controllo della fortezza della Cisa. La conquista longobarda di Monte Bardone sancì il sopravvento della via della Cisa, poi detta Francigena di Sigerico, che nel X secolo si affermò quale percorso principale.  

Questa Via conobbe il passaggio di personaggi europei di grande rilievo culturale, politico e religioso quali furono gli abati successori di San Colombano nel periodo di splendore dell’abbazia di Bobbio. Vi transitarono merci prodotte e distribuite nell’ambito dei vasti possedimenti abbaziali in tutta l’alta Italia, resi prosperi dalla sapiente capacità agricola e artigianale  voluta dal grande abate irlandese per i suoi monaci. Lungo la Via degli Abati peregrinarono i viaggiatori irlandesi, ecclesiastici e laici, che nel tempo del proprio pellegrinaggio a Roma considerarono il sepolcro del Santo conterraneo una sosta irrinunciabile.

La ricostruzione del percorso storico è resa possibile dal “Codice diplomatico del monastrero di Bobbio”, nel quale sono citate celle, ospizi e proprietà del monastero di San Colombano. Boccolo dei Tassi, Gravago, Borgotaro, il Borgallo e Pontremoli sono le località fondanti il percorso.  

Il tracciato oggi è percorribile a piedi o a cavallo con piccole varianti rispetto al percorso storico, a causa di frane e tratti di strada non più esistenti. L'intero tragitto è stato pubblicato nella guida turistica Ippovie dell'Emilia-Romagna del 2003.


 La Via degli Abati

 Rassegna Stampa: da "Libertà" del 13 ottobre 2011

 

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