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Per Papa Francesco un grande evangelizzatore

Solo un anno fa il Segretario di Stato, l’allora Card. Tarcisio Bertone, accordava un incontro a una rappresentanza della famiglia colombaniana per presentare il registro con le firme raccolte a sostegno della petizione di San Colombano a compatrono d’Europa, da consegnare al Papa.

Peccato che l’udienza venne fissata il 28 febbraio 2013 alle 12,15 e da lì a pochi giorni Papa Benedetto XVI avrebbe rinunciato al pontificato proprio in quel giorno. Dopo l’elezione di Papa Francesco sono ripresi i contatti con la Santa Sede e nel mese di ottobre una lettera a firma congiunta mia (a nome dei laici) e di Mons. Ambrosio Vescovo di Piacenza-Bobbio (per i Vescovi, Cardinali, parroci e altre autorità ecclesiastiche) è stata fatta recapitare al nuovo Pontefice per riprendere l’iter laddove si era interrotto.

Il nuovo Pontefice in data 20 gennaio 2015  ha espresso apprezzamento per l’opera svolta a vantaggio anche di una maggior comunione tra le comunità intitolate all’Abate irlandese mentre ha trasmesso la proposta alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti , per l’opportuno esame. Il Santo Padre ha disposto inoltro che i firmatari della richiesta venissero ammessi a un saluto al termine di un’Udienza Generale.

Martedì 25 marzo la convocazione, per il giorno seguente. Quasi senza neppure realizzare ciò che mi stava capitando mi precipitai a Roma dove la mattina di mercoledì, ritirato prestissimo al portone di bronzo il  biglietto speciale, gli addetti al cerimoniale mi fecero sedere sul  lato destro  del sagrato rispetto alla cattedra del Papa, mentre Mons. Ambrosio sedeva insieme agli altri vescovi presenti sempre dallo stesso lato.

Con Papa Francesco  l’udienza generale consiste soprattutto nell’incontrare la folla e anche dopo la catechesi (che quel martedì verteva sul sacramento dell’Ordine) ritornò nella piazza per salutare e benedire i malati schierati in prima fila. Mentre il Vescovo Ambrosio si era recato lui dal Papa insieme agli altri pastori presenti, portandogli in dono una statuetta di San Colombano con la vita del biografo Giona, nel mio caso venne il Papa da me.

E’ verso mezzogiorno che il Santo Padre, con passo lento, senza fretta, tornò a salutare coloro che erano stati ammessi al “baciamano”. Curioso questo lessico che il rigido protocollo conserva nonostante questo Pontefice abbia introdotto un modo tutto suo, semplice, di rapportarsi. Infatti, in modo molto naturale, si avvicinò egli stesso a ciascuno dei fedeli che ebbero la fortuna di stare a tu per tu con lui anche solo pochi minuti, pochi istanti.  Nelle ore di attesa cresceva la trepidazione di cosa dire, di cosa fare, che subito è svanita nel momento in cui Papa Francesco si è portato davanti a me. Subito le mani si sono cercate, la stratta molto forte quasi a non volerlo poi più lasciare: secondi intensi di ricerca con gli sguardi e il suo soprattutto dolce, compiacente, sereno, mentre il Vescovo Ambrosio, accompagnandolo, gli riassumeva in poche battute il motivo per cui eravamo lì.  Infatti, rompendo il rigido protocollo, il Vescovo Gianni  ha atteso il Papa nel momento in cui si è portato sul sagrato dove è avvenuto l’incontro. Quell’incrocio di sguardi ci ha isolati dai 50.000 e più pellegrini che gremivano la Piazza e il Papa dei gesti mi penetrò semplicemente con i suoi occhi immergendosi nella mia esperienza, nella mia vita,  attento a quanto l’agitazione faceva uscire dalla bocca.

Poche battute sull’impegno svolto in questi anni in Europa da parte delle parrocchie come il santo Padre desidera esse siano: missionarie e aperte. Uno sguardo mite, compiacente e il suo incoraggiamento a proseguire. Gli ho assicurato il filiale affetto prima di tutto della mia parrocchia e di tante altre parrocchie di San Colombano, in Italia e in Europa. 

Al temine dell’incontro, insieme al Vescovo Ambrosio e al Procuratore dei missionari di San Colombano Padre Robert McCulloch,  ci siamo recati alla Congregazione per il Culto Divino dove siamo stati ricevuti dal sottosegretario per la consegna di uno dei tre registri con firme in originale dei tanti presuli che in questi anni hanno sottoscritto la petizione. Grande attenzione è stata prestata al lavoro svolto e soprattutto all’opera di sensibilizzazione condotta da quasi un ventennio attorno alla figura di San Colombano e nel colloquio sono stati  analizzati brevemente gli aspetti della figura di questo grande uomo europeo,  ancora attuali e da riferimento per gli europei di oggi.

L’impegno da parte della Commissione preposta allo studio della petizione è stato quello di addivenire entro il 2015 a un pronunciamento attraverso una formula specifica che possa valorizzare l’opera e l’esempio di san Colombano, tanto più che l’anno giubilare dei 14 secoli dalla sua morte ha inizio proprio a Roma con la celebrazione del XVII Columban’s Day alla presenza del Vicario del Papa.

                                                                                                                                             Mauro Steffenini           

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